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4 DICEMBRE

Se Vince il No, Addio Bonus 80 Euro

Votare No e mandare a casa Renzi? Potrebbe avere un prezzo molto salato per 10 milioni di italiani: la rinuncia al famoso bonus mensile degli 80 euro.

Non è un segreto che la misura, che secondo alcuni aiutò Renzi e il PD a superare il 40 per cento alle elezioni europee del 2014, sia spesso criticata dagli oppositori dell’attuale governo e dalla stessa Commissione Europea. Eppure, negli ultimi 2 anni, il bonus Irpef ha rappresentato una boccata d’ossigeno per molte famiglie di lavoratori: quasi 1000 euro all’anno possono fare la differenza per chi ogni giorno deve fare i conti con le difficoltà del mutuo, le spese dei figli e le bollette. Per alcuni, il bonus ha reso possibile pagarsi una vacanza, altrimenti impossibile.

L’eventuale vittoria del No potrebbe dunque rappresentare la fine del bonus 80 euro: anzitutto, perché con la caduta dell’attuale governo l’Unione Europea richiederebbe dal suo successore il rispetto degli impegni finanziari presi con Bruxelles (contro cui Renzi ha ingaggiato una polemica aperta); secondo, perché per la prossima Legge di Stabilità andranno reperite le risorse per evitare l’aumento dell’IVA già programmato.

Negli ultimi due anni, pur tra mille critiche, il Ministero dell’Economia guidato da Pier Carlo Padoan era riuscito a sventare l’aggravio, ma come si comporterebbe un “Monti-bis” di fronte alle pretese di rigore finanziario provenienti da Angela Merkel e Jean Claude Juncker? Forse il Sì non ci farà risparmiare 500 milioni di euro, come sostiene la Boschi, ma certo il No potrebbe essere più costoso di quanto immaginiamo: un conto salatissimo di 1000 euro ogni anno.