COME ARRIVARE DECISI al
4 DICEMBRE

Le Ragioni del Sì e del No

Tutte le motivazioni alla base dei pareri contrari o favorevoli alla Riforma costituzionale. Ecco le ragioni del Sì e quelle del No.

Ragioni del Sì

● Non ci sarà più una navetta snervante tra Camera e Senato: Tempi certi per l’approvazione delle leggi e meno decreti legge e soprattutto niente più leggi confuse e scritte male: la navetta nel corso degli anni ha portato a vere e proprie leggi monstrum di difficile comprensione e applicazione.
● Verranno tagliati i 315 stipendi e relativi vitalizi di senatori, perché i 100 senatori che rimarranno saranno consiglieri regionali e sindaci che non verranno pagati e non percepiranno alcuna indennità (tantomeno i vitalizi).

● Si abolisce il Cnel.
● Si cancellano le Province dalla Costituzione.
● Scende il quorum per i referendum.
● Si garantisce al Governo più stabilità e alle opposizioni più poteri di controllo.
● Aumenta il numero delle firme per i disegni di legge di iniziativa popolare ma il Parlamento dovrà necessariamente esaminarli, cosa che adesso non è mai avvenuta (due casi in 70 anni).
● Diminuiranno le controversie sulle competenze Stato-Regioni perché tornano allo Stato materie come l’energia, le infrastrutture, la promozione turistica.
Si riducono gli stipendi dei consiglieri regionali e si eliminano i trasferimenti ai gruppi regionali. Fine agli sprechi nei consigli regionali.

Viene inserito nella Costituzione che i membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni.

Ragioni del No

● Non produce semplificazione ma incrementa la confusione.
● Non amplia la partecipazione dei cittadini perché triplica da 50 mila a 150 mila le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare.
● Rende il bicameralismo più confuso e creerà conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e Senato delle Regioni.
● Rafforza il potere centrale a danno delle autonomie.
● Non diminuisce i costi della politica perché i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto.
● Non garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali perché mette gli organi di garanzia come il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale in mano alla maggioranza della Camera.