COME ARRIVARE DECISI al
4 DICEMBRE

Perché il Referendum costituzionale

Si è arrivati al Referendum costituzionale perché lo prevede la nostra Costituzione.

Di seguito pubblichiamo le date principali dei passaggi parlamentari della Riforma Costituzionale.

Secondo l’articolo 138 della Carta (che non è stato modificato da questa riforma), per approvare le leggi di revisione della stessa e per qualsiasi legge costituzionale, sono necessarie due deliberazioni da parte della Camera e due da parte del Senato ad un intervallo di almeno tre mesi e, nella seconda votazione, da una maggioranza qualificata dei componenti di ciascun ramo del Parlamento.

Nel caso in cui nella seconda votazione la legge sia approvata con i voti della maggioranza semplice anche solo da una delle due Camere, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, un quinto dei membri di uno dei due rami del Parlamento o 500 mila elettori, possono fare richiesta di referendum confermativo.
A differenza dei referendum abrogativi, in questo caso si tratta di un referendum che non richiede un quorum minimo di votanti, quindi a prescindere dal numero di persone che si recheranno alle urne, il voto sarà valido.

La riforma Renzi Boschi, così come la maggioranza delle revisioni apportate alla Costituzione fino a questo momento, hanno riguardato solo la seconda parte della Carta.

Le Date della Riforma Costituzionale

8 aprile del 2014 – il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi presentano al Senato il Disegno di Legge Costituzionale.

8 agosto 2014 – il Senato approva in prima lettura con modifiche il disegno di legge con 183 sì e 4 astenuti; per protesta le opposizioni lasciano l’Aula di Palazzo Madama, ad eccezione di Forza Italia che vota a favore.

10 marzo 2015 – La Camera dei Deputati con 357 voti a favore e 125 contrari più 7 astenuti approva il testo tra le proteste e i tentativi di ostruzionismo delle opposizioni, compresa questa volta anche Forza Italia.

13 ottobre 2015 – Il Senato con 178 sì, 17 no e 7 astenuti approva la Riforma e le opposizioni ancora una volta lasciano l’Aula prima del voto.

11 gennaio 2016 – La Camera approva il testo come deliberato dal Senato: i sì sono 367, i no 194 e 5 gli astenuti.

20 gennaio 2016 – Il Senato approva il testo per la seconda deliberazione senza modifiche come stabilito dalla Costituzione con 180 sì, 112 no e 1 astenuto.

Il Quesito Referendario

Quello del 4 dicembre prossimo sarà un referendum unico. Tutta la riforma viene infatti racchiusa in un unico pacchetto, quindi o viene approvata l’intera riforma oppure il testo della Costituzione rimane invariato.
Mentre per quelli abrogativi è stato possibile sottoporre al quesito referendario anche parti separate delle leggi sotto esame, per quanto riguarda il referendum costituzionale, non è mai successo fino a questo momento che si dividesse la legge in diversi quesiti.

Nella storia della Repubblica infatti, non ci sono precedenti di referendum costituzionali “spacchettati”, anche perché l’articolo 138 della Costituzione, sulle procedure di revisione della Carta, non fa riferimento alla possibilità di sottoporre a referendum parti separate delle leggi di revisione costituzionale.

Il quesito riporta:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»