COME ARRIVARE DECISI al
4 DICEMBRE

La riforma costituzionale, i punti principali

Il 4 dicembre prossimo saremo chiamati ad esprimerci sulla Riforma Costituzionale proposta dalla legge costituzionale 12 aprile 2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile.

Sarà un passaggio fondamentale per il Paese, perché si deciderà se aprire una stagione di riforme o rimanere in un momento di forte incertezza politica.

Di seguito le tappe principali dell’iter della riforma e i passaggi principali del testo.

Il Bicameralismo Paritario

Attualmente il nostro sistema parlamentare è basato sul Bicameralismo Paritario dove i due rami del Parlamento hanno le stesse identiche funzioni. Per approvare una legge ordinaria è quindi necessario che ci sia il via libera nello stesso testo sia da parte della Camera dei Deputati che da parte del Senato.

Un meccanismo che ha portato non solo ad una eccessiva lentezza nell’approvazione di leggi ma anche a testi spesso confusi e pasticciati (famosi i maxiemendamenti di tante riforme che per tagliare i tempi parlamentari hanno portato a veri e propri testi di leggi illeggibili).

Già nel 1948 si iniziò a parlare di aggiustamenti della Carta per ovviare a questo iter macchinoso pensando ad nuova struttura del Senato.

Gli stessi atti parlamentari (leggibili sul sito del Parlamento) riportano le perplessità dei padri costituenti rispetto all’assetto del nuovo Parlamento.

Fu poi Giuseppe Dossetti nel 1951 a parlare per primo di superamento del bicameralismo integrale.
Ma la prima commissione Bicamerale per le Riforme Costituzionali verrà istituita solo a novembre del 1983 e la prima proposta di legge costituzionale arriverà addirittura nel 2005; proposta che verrà poi bocciata dal referendum di giugno 2006.

Nel 2013 l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha così nominato una commissione di saggi per formulare una proposta di riforma. La legge però si è arenata in Parlamento.
Nel 2014 Matteo Renzi viene eletto Presidente del Consiglio e l’8 aprile 2014 viene presentata la Riforma Costituzionale che il 4 dicembre prossimo sarà al vaglio del referendum popolare.

I Punti principali della Riforma Costituzionale

Questi i punti principali della Riforma che si pone come obiettivo principale quello di superare il bicameralismo perfetto.
● La Camera dei Deputati sarà l’unico ramo ad esercitare pienamente la funzione legislativa e a votare la fiducia al Governo.
● Il Senato diventerà il Senato delle Regioni e sarà l’organo rappresentativo delle autonomie territoriali, i suoi componenti saranno ridotti da 315 a 100.
● Il Metodo di selezione dei Senatori: secondo l’articolo 2 della Riforma, 95 senatori saranno ripartiti secondo il peso demografico delle Regioni. Al momento delle elezioni regionali, gli elettori dovranno indicare anche chi fra i consiglieri regionali dovrà rappresentare l’istituzione al Senato una volta eletto.
● Il Consiglio Regionale dovrà eleggere i senatori tra i quali dovranno esserci anche i 21 sindaci. In totale tra i rappresentanti delle istituzioni 74 saranno consiglieri regionali e 21 sindaci.
● Durata del mandato al Senato. La carica di senatore sarà collegata al mandato di amministratore locale: la scadenza quindi sarà collegata solo ed esclusivamente al mandato di consigliere regionale o di sindaco.
● Le funzioni del Senato. A Palazzo Madama si potranno esprimere pareri sui disegni di legge e proporre modifiche che non saranno però vincolanti per la Camera. Il Senato parteciperà alle elezioni del Presidente della Repubblica, dei giudici del Consiglio Superiore della Magistratura e dei giudici della Corte Costituzionale.
● I Senatori scelti dal Presidente della Repubblica dureranno incarica 7 anni e non saranno più senatori a vita.
● Dei 15 giudici della Corte Costituzionale, due saranno eletti dalla Camera e tre dal Senato.
Elezione del Presidente della Repubblica. Per eleggere il Presidente sarà necessario il Parlamento in seduta congiunta ma sarà diverso il quorum: nei primi quattro scrutini saranno necessari i due terzi dei componenti, dal quinto scrutinio serviranno i tre quinti e dal nono basterà la maggioranza assoluta.
● La Seconda carica dello Stato sarà il Presidente della Camera e non quello del Senato; nel caso in cui il Presidente della Camera svolta le funzioni di supplenza, spetterà al Presidente del Senato convocare il Parlamento in seduta comune.
Decreti legge: verrà limitato il ricorso del Governo alla decretazione d’urgenza. In particolare i progetti dovranno avere contenuti specifici, omogenei e coerenti al titolo senza “disposizioni estranee all’oggetto o alle finalità del decreto”.
● Si potrà presentare Ricorso preventivo sulle Leggi Elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera.

La riforma non cambia i poteri del Presidente del Consiglio e quelli del Presidente della Repubblica, quindi non è assolutamente lo stesso testo già bocciato dagli italiani nel 2006.

Le modifiche al Titolo V della Costituzione

Visto l’alto tasso di conflittualità registratosi davanti alla Corte Costituzionale sulle competenze legislative tra Stato e Regioni dovuta alla riforma del Titolo V della Costituzione, la riforma riporta delle competenze in mano allo Stato.
Energia, Infrastrutture Strategiche e il Sistema nazionale di Protezione Civile torneranno competenze esclusive dello Stato.
La Camera potrà legiferare su materia di competenza regionale nel caso in cui si accerti la necessità di tutelare l’unità economica, giuridica e gli interessi nazionali.
Verranno abolite le Province che diverrano enti di secondo livello.
Verrà abolito il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Cambiano le modalità per richiedere un referendum

Rimane la soglia delle 500 mila firme per richiedere un referendum; se però verranno raccolte più di 800 mila firme, il quorum per la validità del voto si abbasserà e sarà calcolato sul numero dei votanti dell’ultima tornata elettorale.
Viene istituito il Referendum Propositivo che darà la possibilità di interrogare direttamente la popolazione su argomenti di attualità.
Per le leggi di iniziativa popolare serviranno 150 mila firme e la Camera dovrà indicare i tempi precisi di esame.